Il Casale del Marrone: il bello ed il buono della terra

Passione, amore per la terra e per il territorio.

L’antico Casale, oggi completamente ristrutturato, era un tempo utilizzato come fienile, cascina, stalla, pollaio, magazzino e ricovero attrezzi.

Tutto intorno, nei terreni di famiglia, le attività agricole erano tramandate da generazioni: si producevano marroni (la tipica e pregiatissima qualità di castagna segnina, omaggiata dal nome stesso dell’agriturismo) e olive, da cui si estraeva un olio genuino e profumatissimo.

Mucche, cavalli, capre, maiali, conigli, pecore e galline punteggiavano il paesaggio con le loro inconfondibili silhouette. Il frutteto era un rigoglioso susseguirsi di sapori e profumi unici. Fichi, pere, mele, loti, ciliegie, melograni, pesche, nocciole, noci, prugne, visciole, amarene, giuggiole, corbezzoli, ribes, mirtilli, uva spina, lamponi: non mancava niente in questo lembo di terra incantato.

Oggi, nulla è cambiato. Portiamo ancora orgogliosamente avanti le stesse attività, affiancando alla tradizione le più moderne tecniche agricole, per garantire una qualità vera e senza compromessi, tanto da poterci fregiare del titolo di azienda agricola biologica in conversione.

 

Cosa è il periodo di conversione per una azienda agricola biologica?

Il periodo di conversione è il periodo di tempo che deve passare dall'inserimento dell'azienda nel sistema di controllo del biologico (tramite notifica all'organismo di controllo prescelto e all'amministrazione regionale) prima che il prodotto ottenuto da una certa coltura possa essere commercializzato come proveniente "da agricoltura biologica".

Quanto dura?

La durata del periodo di conversione ordinariamente è la seguente:

di almeno due anni prima della semina o del trapianto nel caso di colture erbacee;

nel caso di pascoli, di almeno due anni prima della loro utilizzazione come alimenti per animali ottenuti da agricoltura biologica;

nel caso delle colture perenni diverse dai prati, di almeno tre anni prima del primo raccolto dei prodotti delle colture stesse.

Da quando decorre il periodo di conversione?

Il periodo di conversione decorre dalla data in cui il produttore si assoggetta al sistema di controllo del Reg. CEE 2092/91.

In quali casi il periodo di conversione può essere ridotto?

casale

Il periodo può essere ridotto nel caso in cui negli appezzamenti non siano stati usati prodotti non conformi al Reg. 2092/91. Questo può essere provato se:

1) Se gli appezzamenti facevano parte di un programma di applicazione del reg. (CEE) n. 2078/92, del reg. (CE) n.1257/1999, ovvero nel quadro di un altro programma ufficiale) a condizione che i programmi di cui trattasi garantiscano che nessun prodotto non compreso nell'allegato II, parti A e B, sia stato utilizzato su detti appezzamenti;

2) Se gli appezzamenti erano superfici agricole o allo stato naturale non trattate con nessuno dei prodotti non compresi nell'allegato II, parti A e B. Tale periodo potrà essere preso in considerazione retroattivamente soltanto qualora l'amministrazione regionale l'autorità e l'organismo di controllo abbiano ottenuto prove sufficienti che le condizioni suddette siano state soddisfatte per un periodo di almeno tre anni.

In ogni caso il periodo di conversione non potrà essere inferiore ad un anno.

Quali sono le modalità per la richiesta della riduzione?

Le modalità da seguire per il rilascio dell'autorizzazione alla riduzione del periodo di conversione sono le seguenti:

- Il produttore deve richiedere all'organismo di controllo la riduzione del periodo di conversione, specificando gli appezzamenti interessati (suddivisi per particelle);

- L'organismo di controllo, esaminata la richiesta ove ricorrano le condizioni per il proseguimento dell'iter, presenta all'amministrazione regionale un parere dettagliato sulla situazione aziendale (accompagnato dai documenti necessari: copia dei verbali ispettivi, copia della relazione tecnica di parte, copia del registro di trattamenti delle misure agro-ambientali ecc.) che può giustificare la concessione della riduzione del periodo di conversione;

- L'Amministrazione regionale, esaminato il parere dell'organismo di controllo e i documenti allegati, dopo avere eseguito gli accertamenti che ritiene opportuni e richiesto le eventuali integrazioni documentali, formula il proprio parere. L'eventuale parere favorevole è vincolato alla condizione che l'organismo accerti, tramite apposite analisi, che sia garantito almeno un livello insignificante di residui nel suolo e nei vegetali (trattandosi di colture perenni); inoltre deve essere garantita l'assenza di residui nel prodotto finale immesso sul mercato.

- L'organismo di controllo, sulla base del suddetto parere può concedere o negare al produttore la riduzione del periodo di conversione;

Può essere prolungato il periodo di conversione?

L'organismo di controllo può decidere, con il consenso dell'autorità competente, che in certi casi il periodo di conversione sia prolungato oltre la durata normalmente stabilita, tenuto conto dell'utilizzazione anteriore degli appezzamenti. L'organismo di controllo trasmette alla regione una relazione opportunamente documentata per il necessario parere e successiva comunicazione al produttore.